Cartografie del terzo settore e della innovazione sociale a Torino #4. Torino Stratosferica

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Cartografie del terzo settore e della innovazione sociale a Torino #4. Torino Stratosferica
(disegno di adriana marineo)

La primavera a Torino è iniziata con i Future Urban Trends. Presso le vecchie Officine Grandi Riparazioni, oggi spazio culturale e polo di ricerca finanziato dalla fondazione CRT, si sono tenuti incontri per generare una “piattaforma che connette innovatori e imprenditori, visionari e maker, favorendo sinergie professionali e nuove prospettive sull’evoluzione urbana”. Un’occasione per permettere agli imprenditori locali di dialogare con esperti di innovazione sociale, creativi e generatori di start-up internazionali. La passione per il futuro proseguirà a ottobre con Utopian Hours, un festival sulle pratiche innovative per trasformare le città. Una versione del festival sarà organizzata il 29 maggio anche a Milano: Utopian Hours Milan Edition. Tutti gli eventi sono organizzati da Stratosferica, un’impresa sociale nata dall’esperienza di Torino Stratosferica.

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Torino Stratosferica è un laboratorio di produzione di immagini, simboli e discorsi sulla città. L’immaginario elaborato da Torino Stratosferica si rivolge alle classi dirigenti che si occupano di trasformazione urbana (architetti, urbanisti, designer), ai governi territoriali (in particolare agli amministratori di Torino) e, soprattutto, ai gruppi di investimento interessati allo sviluppo della città. Il linguaggio ambisce a essere irriverente e creativo, dinamico come quello dei battitori liberi, e dunque più veloce, schietto e dirompente degli approcci tradizionali propri all’urbanistica e all’architettura in accademia, ai funzionari pubblici nei loro uffici comunali.

Torino Stratosferica nasceva nel 2014 come progetto di comunicazione dell’agenzia Bellissimo e si inseriva nel dibattito sullo sviluppo strategico di una città post-industriale in crisi, ricca di vuoti urbani e gravata dal debito pubblico. Torino Stratosferica è divenuta associazione e ha iniziato a organizzare un festival annuale dedicato agli immaginari urbani: Utopian Hours. Il festival si tiene dal 2017, oggi è ospitato nel centro direzionale di Lavazza accanto alla Dora e accoglie innovatori, imprenditori, saggisti e architetti, urbanisti, amministratori pubblici e, soprattutto, visionari urbani.

Durante la pandemia l’associazione ha ottenuto dal comune l’assegnazione temporanea di un’area non utilizzata in corso Gabetti: una striscia di territorio di ottocento metri, oltre il Po e lungo il pendio della collina, dove un tempo passava la linea 11 del tram. L’assegnazione temporanea era possibile grazie a un regolamento relativo alla “Disciplina del contrasto al degrado urbano e rafforzamento delle forme diffuse di partenariato pubblico-privato”. Accanto al vecchio percorso delle rotaie è sorto così un effimero Precollinear Park dove si sono tenuti nei mesi dibattiti, presentazioni di libri, laboratori e incontri. Un container dismesso fungeva da bar per aperitivi serali. Le iniziative esistevano grazie alla collaborazione di giovani volontari, soprattutto studenti di architettura e di scuole di design.

Al tempo della dismissione del Precollinear Park, nel 2023, Torino Stratosferica ha ottenuto la gestione temporanea di un nuovo spazio pubblico: l’area di corso Farini compresa fra il campus Einaudi dell’Università di Torino, le palazzine della Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte e i vecchi gasometri dell’Italgas. Qui Torino Stratosferica ha installato sedute, spalti in legno per assistere a eventi culturali e l’immancabile container da trasformare in miscelatore di drink per serate di primavera. I due interventi in corso Gabetti e in corso Farini mostrano la passione per il “placemaking”, ovvero la manipolazione creativa di spazio urbano.

Nel 2023 Torino Stratosferica si è trasformata in impresa sociale e alla fine dello stesso anno ha inaugurato un nuovo presidio urbano lungo la Dora: Dorado. Si tratta di un ampio magazzino dismesso e di proprietà di Lavazza, ottenuto in comodato d’uso. Dorado si presenta come uno spazio polivalente dove allestire mostre, organizzare dibattiti, accogliere associazioni e gruppi informali. Nelle librerie contro le pareti sono esposti i classici della sociologia critica e dell’urbanistica del secolo scorso e i nuovi titoli dedicati alle smart cities e alla collaborazione fra enti pubblici e privati.

Il desiderio di una città flessibile, disponibile ad accogliere l’intervento di creativi e imprenditori, attraversa tutte le iniziative di Torino Stratosferica. Fra i pannelli esposti a Dorado campeggia un progetto immaginario dedicato alla “sperimentazione edilizia”. Qui si legge: “La città di Torino offre a sviluppatori immobiliari e a singoli privati la possibilità di costruire case su lotti di medie dimensioni (max 500 mq), senza doversi attenere al regolamento comunale, ai vincoli del piano urbanistico e del parere della Sovrintendenza. Unico obbligo: progettare e costruire seguendo standard ecologici e prestazioni energetiche di classe superiore e non andare oltre i tre piani fuori terra. […] Un modello di ‘libertà edilizia’ per dare impulso a un quartiere di edifici residenziali sperimentali”. La libertà appare come opportunità incontrastata di fare affari.

Torino Stratosferica è un think tank per innescare e accelerare la trasformazione urbana in senso neoliberale, affinché la città possa offrire occasioni agli investitori e alla classe agiata dei creativi. In questo senso Torino Stratosferica è un’entità organica allo sviluppo urbanistico di Torino più spregiudicato e ne sono testimonianza gli ottimi rapporti con Lavazza, il principale investitore immobiliare nel quartiere Aurora, e le collaborazioni con The Social Hub e l’architetto Cino Zucchi. The Social Hub intende edificare, sempre lungo la Dora, un ostello di lusso e in città gode del sostegno di Luca Ballarini, fondatore di Torino Stratosferica. Infine Cino Zucchi, autore del centro direzionale Lavazza, ha coinvolto Stratosferica nella progettazione della riqualificazione della Cavallerizza Reale, futura sede del quartier generale della Compagnia di San Paolo.

Torino Stratosferica esplora l’affascinante, inquietante frontiera fra il sogno e la realtà, fra l’immaginario e gli interessi economici concreti. Durante l’edizione del 2018 di Utopian Hours fu proposta la visione dei “Dorazzi”, area di divertimento serale, consumi ed eventi culturali lungo la Dora, ispirata all’esperienza, ormai tramontata, dei Murazzi sul Po. L’idea di allora è oggi al centro dei progetti che insistono sul lungofiume della Dora e non è un caso se la nuova impresa sociale ha stabilito il suo presidio più importante proprio qui. Forse Torino Stratosferica è uno dei macchinari simbolici che il capitalismo usa per trasformare in strumenti di speculazione e profitto le ambizioni di trasformazione sociale, le utopie, i desideri. Così i placemakers lavorano alacremente per favorire l’estrazione di valore urbano, mettendo finalmente a frutto i fumosi insegnamenti impartiti negli ultimi decenni dai dipartimenti di scienze della comunicazione, dalle scuole di storytelling e design, dalle facoltà di architettura. (voce a cura di francesco migliaccio)

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