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Nintendo ha annunciato che la Switch 2, la sua nuova console, uscirà il prossimo 5 giugno: assomiglierà alla Switch attualmente in commercio, ma avrà un display un po’ più grande (da 7,9 pollici anziché 6,2, sempre LCD) e una risoluzione e una capacità di archiviazione maggiori (1080p che possono arrivare a 4k se collegata alla docking station e 256GB di memoria interna). I due Joy-Con, i controller che si collegano ai lati del display, saranno un po’ più grandi (e verosimilmente più comodi) e il loro attacco sarà magnetico. Dal punto di vista delle specifiche tecniche, la novità forse più rilevante è legata proprio ai Joy-Con, che potranno essere usati come dei mouse se appoggiati di taglio su una superficie. Il prezzo partirà da 469,99 €.
La presentazione della console che Nintendo ha organizzato mercoledì su YouTube ha mostrato sia le novità hardware legate al dispositivo, sia alcune nuove funzionalità del software, come la chat vocale integrata (che si può richiamare con un apposito tasto), la possibilità di mostrare quello che si sta vedendo sul proprio schermo o la condivisione in locale con più persone del proprio gioco. La nuova console sarà retrocompatibile (tutti i giochi di Switch si potranno quindi utilizzare) e, un po’ come ha fatto PlayStation negli ultimi anni, permetterà di giocare a versioni migliorate dei giochi, a patto di averne acquistato l’upgrade.
Tra i giochi nuovi mostrati da Nintendo i più importanti sono stati Mario Kart World e Donkey Kong Bananza: il primo è l’ultimo capitolo di una delle serie più fortunate di Nintendo, in uscita insieme alla console, mentre il secondo è un gioco di piattaforme 3D con protagonista Donkey Kong, che uscirà il prossimo 17 luglio. Una cosa che Nintendo non ha menzionato nel corso dell’evento ma solo attraverso i comunicati stampa è il prezzo della console e dei giochi, sensibilmente più alto rispetto a quelli di Switch: il nuovo dispositivo costerà infatti 469,99€ nella versione base e 509,99€ con anche Mario Kart World nella confezione, mentre i due giochi mostrati costeranno rispettivamente 89€ e 79€ nelle versioni fisiche e 10 euro in meno in versione digitale. Nel 2017 Switch fu venduta a 329€.
Una consistente parte della trasmissione è stata occupata dai giochi in sviluppo presso gli studi di terze parti, tra cui il più rilevante è certamente The Duskbloods, un gioco multiplayer di FromSoftware (Dark Souls, Elden Ring) in esclusiva per Switch 2. Il grande spazio dedicato agli studi esterni dimostra quanto sia cambiata negli ultimi anni la posizione di Nintendo nel mercato. Quando nel 2017 uscì la prima Switch la situazione di Nintendo era molto diversa: Wii U, la console casalinga che l’aveva preceduta, fu un disastro dal punto di vista commerciale, con poco più di 13 milioni di console vendute (per fare un paragone, Wii superò i 100 milioni e persino il GameCube, che è generalmente considerata una console dal limitatissimo successo, vendette poco più di 21 milioni di console). Anche il 3DS pur avendo venduto bene non era arrivato vicino alle vendite del DS, la console portatile uscita prima.
Per Nintendo è sempre stato difficile riuscire a produrre due console di grande successo di fila perché dalla fine degli anni Novanta fino ad adesso ha sempre cercato di costruire i propri sistemi intorno a un elemento innovativo, accettando il rischio che potesse non essere apprezzato dal pubblico. Wii ad esempio permetteva di giocare attraverso un telecomando che rilevava i movimenti, Wii U aveva un controller che era anche un tablet, il DS aveva due schermi di cui uno touch, mentre il 3DS aveva uno dei due schermi che mostrava il gioco in tre dimensioni senza il bisogno di occhiali.
Lo scarso successo di Wii U accelerò lo sviluppo di Switch, che fu progettata per adattarsi sia al mercato giapponese, che stava perdendo interesse per le console casalinghe, sia a quello occidentale, per il quale invece il dispositivo collegato al televisore è ancora il modo di giocare preferito. L’approccio di Nintendo si è rivelato particolarmente efficace: a oggi Switch ha venduto oltre 150 milioni di console (poco meno del Nintendo DS, che supererà comunque nei prossimi mesi). Serie come Animal Crossing o Luigi’s Mansion hanno avuto un nuovo grande successo, e di fatto la console ha aperto il mercato a un nuovo modo di concepire la fruizione dei videogiochi che non fosse più necessariamente legata allo schermo di un PC o al televisore di casa. Avere oltretutto una sola console sulla quale sviluppare i giochi permise ai team di sviluppo interni e di terze parti di dedicarsi a una sola piattaforma Nintendo per la prima volta dal 1989, l’anno in cui uscì il Game Boy.
Il successo di Switch è stato tale che Nintendo, per la prima volta nella sua storia, ha aggiunto un “2” a un nome già usato, seguendo in questo l’esempio di PlayStation. Andrew Webster su The Verge nota come questo «andare sul sicuro» sia proprio quello che serve a Nintendo. Secondo Webster infatti Nintendo deve fare in modo che le sue ambizioni di espansione fuori dai videogiochi (i parchi a tema o i film al cinema, per esempio) non vadano a intaccare il suo lato più sperimentale e giocoso: «Il trucco sta nel mantenere questo senso di continuità senza perdere ciò che rende Nintendo così speciale. Se [Nintendo] non continua a essere strana, sorprendente e idiosincratica, tutto ciò che rimane è solo un altro tablet».
Per quanto Nintendo si trovi in grande salute rispetto a quando lanciò Switch, replicarne il successo non sarà affatto scontato. Switch ha venduto così bene da subito anche perché Wii U a sua volta aveva venduto pochissimo, mentre in questo caso sarà più complicato convincere chi ha già Switch a passare a Switch 2, vista soprattutto l’assenza di un vero elemento caratterizzante e il costo più alto. Il mercato poi è molto cambiato: se prima Switch era tra le pochissime console che permettevano di giocare con pochi compromessi anche fuori casa, ora ci sono diverse alternative, soprattutto in ambito PC, che stanno cercando di affermarsi sul mercato.
In aggiunta a questo, sia Sony che Microsoft si stanno muovendo nel settore: PlayStation ha creato Portal, un dispositivo di grande successo che permette di giocare in remoto (o in cloud) con la propria console, mentre Microsoft, tramite il responsabile della sua divisione Xbox Phil Spencer, ha già detto più volte che una console portatile Xbox prima o poi arriverà. Gearoid Reidy ha scritto su Bloomberg che il rischio più grande per Nintendo è quello di «non avere un piano B»: se infatti per Sony e Microsoft le divisioni legate ai videogiochi sono solo una parte dell’azienda, per Nintendo è la quasi totalità delle entrate, e se anche la situazione finanziaria è rosea, un fallimento potrebbe compromettere le sue ambizioni di espansione, o quantomeno rallentarle.